D: “Adesso che fai? Studi o lavori?”
Ma tralasciando questo, volevo portare il punto su un’altra questione, ovvero sul motivo per cui le risposte che mi danno, una volta che dico quello che faccio, sono sempre le stesse.
R: “Faccio entrambi, in modo alternativo”
D: “Cioè?”
R: “E’ così essenziale? No, perché se lo è te lo dico…”
D: “No, era così per chiedere, se non ti va di dirmelo, non c’è problema.” (subdolo modo per motivare l’altra persona a dire quello che si vuole sapere)
R: “Ok… ti è essenziale. Voglio fare un film, incidere un disco e scrivere un libro, dipingere per rilassarmi, viaggiare appena posso e preoccuparmi solo del necessario. E sto studiando il modo adatto per portare avanti contemporaneamente un passo alla volta tutte quelle cose che ti ho detto”
D: “E in pratica cosa stai facendo?”
R: “Se vuoi te lo ridico in inglese, ma non sono sicuro che sia così comprensibile come in italiano…”
D: “Ah ho capito… sei un fancazzista!”
La parola che si usa per definire chi fa quel tipo di vita… è quella?
Ecco cosa non mi torna… che la maggior parte delle persone associno quella parola allo stile di vita che conduco… e che come me anche altre persone conducono.
La cosa simpatica è che in fondo viene in automatico… viene detta tanto per dire e la dimostrazione è quando prosegui il discorso con determinate persone. A volte chiudo lì perché mi sembra inutile continuare, altre volte parlo e dico:
R: “Tu che cosa vorresti fare realmente?”
R: “E che cosa stai facendo?”
D: “La segretaria in uno studio legale” (altro esempio)
R: “Mmm… più o meno sei lì no? Cantante… segretaria… poco ci manca…”
D: “Eh… lo so, però non ho tempo, il lavoro mi occupa tutta la giornata e poi quando torno a casa sono stanca e ho voglia di uscire a divertirmi… che vuoi farci!”
R: “Io niente di sicuro, tu piuttosto?!”
D: “Niente… intanto che lavoro e ho il mio stipendio mi va bene così… poi si vedrà”
R: “Giusto! Hai pienamente ragione!”
R: “… Ero quel filo sarcastico…”
R: “Beh cara… ognuno sceglie quello che si sceglie… però, detto questo, se io sono fancazzista, tu come ti definiresti?”
Certo, ci sta che adesso io non abbia uno stipendio fisso e mi debba arrangiare, ma questo è normale. Del giudizio che viene dato… quella parola FANCAZZISTA… mi interessa gran poco. Anzi, a volte mi diverto a smontare le tesi fantastiche di chi la usa a sproposito.. Mi piacerebbe capire solo perché viene associata in maniera tanto semplice.
E se tra dieci anni dovessi risentire quella stessa persona e mi dicesse che fa la segretaria per un diverso studio legale ma con compiti di responsabilità maggiori? Non era cantare quello che voleva fare? Io nel frattempo sono riuscito a fare quello che volevo, che immaginavo per me… Cosa dovrei pensare di quella persona? Che si è adattata?
Mi risponderà ancora con quella frase?
D: “Intanto che lavoro e ho il mio stipendio mi va bene così… poi si vedrà”
Dite che direbbe ancora:
D: “Ah ho capito… sei un fancazzista!”???
La cosa spontanea che mi verrebbe da chiederle sarebbe:
Questo è valido per me, come per chi vuole fare il meccanico, l’ingegnere nucleare, il rappresentante, l’architetto, il dj, o qualsiasi altra cosa.
Le frasi, domani si vedrà, chi vivrà vedrà, vivo giorno per giorno, sono belle certamente da dire, ma ad un certo punto ti capiterà di guardarti indietro. La cosa peggiore sarebbe ritrovarsi a dire: “Se avessi fatto quello” “Se avessi scelto quella strada” Se… Se… Se… Se… Se…
AH E’ VERO… QUASI MI DIMENTICAVO…
SEI UN FANCAZZISTA!!!!
Chi sono...
Top 100 songs of all times

Commenti
Tagboard
Categorie
Archivio
Link
Vi conto!
Quanto vale il mio blog?

Il mio blog
vale $3,972.
E lo sai quanto vale il tuo ?
Beppe Grillo
Pubblicità
Tempo
Ma sarà vero?
Referrer List
Beautiful Movie!!!
Cosa c'è in Tv?
Credits