Fancazzista!
Autografato alle 13:30 di lunedì, 10 dicembre 2007
Qualcosa non mi torna!
Quando mi capita di parlare con una persona che ho da poco conosciuto o che non sento da tempo, la prima cosa che mi sento chiedere è:

D: “Adesso che fai? Studi o lavori?”

La solita domanda di circostanza priva di inventiva e che mi fa morire lì un discorso, per la serie… abbiamo un mondo di cose da dirci.
Ma tralasciando questo, volevo portare il punto su un’altra questione, ovvero sul motivo per cui le risposte che mi danno, una volta che dico quello che faccio, sono sempre le stesse.

R: “Faccio entrambi, in modo alternativo”

D: “Cioè?”

R: “E’ così essenziale? No, perché se lo è te lo dico…”

D: “No, era così per chiedere, se non ti va di dirmelo, non c’è problema.” (subdolo modo per motivare l’altra persona a dire quello che si vuole sapere)

A questo punto, mi inoltro nel discorso con l’altra persona. Voglio vedere se sotto sotto, si nasconde un profilo interessante…

R: “Ok… ti è essenziale. Voglio fare un film, incidere un disco e scrivere un libro, dipingere per rilassarmi, viaggiare appena posso e preoccuparmi solo del necessario. E sto studiando il modo adatto per portare avanti contemporaneamente un passo alla volta tutte quelle cose che ti ho detto”

D: “E in pratica cosa stai facendo?”

R: “Se vuoi te lo ridico in inglese, ma non sono sicuro che sia così comprensibile come in italiano…”

D: “Ah ho capito… sei un fancazzista!”

Ecco… sempre lì arriviamo. Giustamente no? Giustamente un cazzo direi!
La parola che si usa per definire chi fa quel tipo di vita… è quella?
Ecco cosa non mi torna… che la maggior parte delle persone associno quella parola allo stile di vita che conduco… e che come me anche altre persone conducono.
La cosa simpatica è che in fondo viene in automatico… viene detta tanto per dire e la dimostrazione è quando prosegui il discorso con determinate persone. A volte chiudo lì perché mi sembra inutile continuare, altre volte parlo e dico:

R: “Tu che cosa vorresti fare realmente?”

(la maggior parte risponde che non lo sa… il che è preoccupante, ma in casi rari qualcuno mi da un motivo per smontare quella parolina fastidiosa)

D: “Vorrei fare la cantante” (un esempio come un altro)

R: “E che cosa stai facendo?”

D: “La segretaria in uno studio legale” (altro esempio)

R: “Mmm… più o meno sei lì no? Cantante… segretaria… poco ci manca…”

D: “Eh… lo so, però non ho tempo, il lavoro mi occupa tutta la giornata e poi quando torno a casa sono stanca e ho voglia di uscire a divertirmi… che vuoi farci!”

R: “Io niente di sicuro, tu piuttosto?!”

D: “Niente… intanto che lavoro e ho il mio stipendio mi va bene così… poi si vedrà”

R: “Giusto! Hai pienamente ragione!”

R: “… Ero quel filo sarcastico…”

R: “Beh cara… ognuno sceglie quello che si sceglie… però, detto questo, se io sono fancazzista, tu come ti definiresti?”

E’ chiaro che a quel punto i casi sono due… o si interrompe la conversazione o la persona si definisce… DITELO VOI!!!!
Certo, ci sta che adesso io non abbia uno stipendio fisso e mi debba arrangiare, ma questo è normale. Del giudizio che viene dato… quella parola FANCAZZISTA… mi interessa gran poco. Anzi, a volte mi diverto a smontare le tesi fantastiche di chi la usa a sproposito.. Mi piacerebbe capire solo perché viene associata in maniera tanto semplice.
E se tra dieci anni dovessi risentire quella stessa persona e mi dicesse che fa la segretaria per un diverso studio legale ma con compiti di responsabilità maggiori? Non era cantare quello che voleva fare? Io nel frattempo sono riuscito a fare quello che volevo, che immaginavo per me… Cosa dovrei pensare di quella persona? Che si è adattata?
Mi risponderà ancora con quella frase?

D: “Intanto che lavoro e ho il mio stipendio mi va bene così… poi si vedrà”

Dite che direbbe ancora:

D: “Ah ho capito… sei un fancazzista!”???

La cosa spontanea che mi verrebbe da chiederle sarebbe:

“SEI FELICE?”

Senza alcun sarcasmo particolare, solo con la consapevolezza che si sarebbe potuto fare qualcosa prima! Ma non stava di certo a me… io il mio lo sto facendo… per me…
Questo è valido per me, come per chi vuole fare il meccanico, l’ingegnere nucleare, il rappresentante, l’architetto, il dj, o qualsiasi altra cosa.
Le frasi, domani si vedrà, chi vivrà vedrà, vivo giorno per giorno, sono belle certamente da dire, ma ad un certo punto ti capiterà di guardarti indietro. La cosa peggiore sarebbe ritrovarsi a dire: “Se avessi fatto quello” “Se avessi scelto quella strada” Se… Se… Se… Se… Se…

E SE FAI QUELLO CHE PIU’ TI RENDE FELICE CON LA TESTA SULLE SPALLE?

AH E’ VERO… QUASI MI DIMENTICAVO…

SEI UN FANCAZZISTA!!!!



SFuso

 

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